
Se c’era un cosa che indisponeva il popolo romano era un pontefice che viveva troppo a lungo. Leone XII non solo si macchiò di questa “colpa”, ma morì persino durante il carnevale, costringendo i romani ad accorciare la settimana di feste. O meglio, come suggerisce la pasquinata, tolse loro la gioia di festeggiare due volte: una per il carnevale, una per la morte del papa!
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Negli anni seguenti alla Restaurazione, è Leone XII (al secolo Annibale Sermattei Della Genga) a incarnare perfettamente lo spirito del tempo. Mai popolare presso i romani, visse in un periodo in cui – mai come allora – il papato temeva ogni sia pur minimo cambiamento.
L’assassinio (datato 1793) del messo di Napoleone Ugo di Bassville (nell’illustrazione a lato), che veniva a trattare con papa Pio VI, alla vigilia di quella che sarebbe stata l’invasione dello Stato Pontificio da parte delle truppe giacobine, risvegliò l’odio romano verso i Galli invasori e diede notevole “spinta creativa” al Pasquino. Dopo i 



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