Pasquinate d’altri tempi



14 Ago 10

Se c’era un cosa che indisponeva il popolo romano era un pontefice che viveva troppo a lungo. Leone XII non solo si macchiò di questa “colpa”, ma morì persino durante il carnevale, costringendo i romani ad accorciare la settimana di feste. O meglio, come suggerisce la pasquinata, tolse loro la gioia di festeggiare due volte: una per il carnevale, una per la morte del papa!

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12 Ago 10

Pio VII, papa del periodo napoleonico, spesso accusato dal suo popolo di essere connivente o succube dell’impero giacobino, viene qui sferzato da una pasquinata alquanto feroce, che lo compara ad un asino, in mano a Bonaparte.

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10 Ago 10

Negli anni seguenti alla Restaurazione, è Leone XII (al secolo Annibale Sermattei Della Genga) a incarnare perfettamente lo spirito del tempo. Mai popolare presso i romani, visse in un periodo in cui – mai come allora – il papato temeva ogni sia pur minimo cambiamento.

La pasquinata a lui dedicata e qui presentata porta a galla un pettegolezzo che da una parte rivela appunto la scarsa buona fama del neo-papa, dall’altra racconta come da sempre il papato si porti dietro “un certo tipo” di dicerie le quali, vero o meno che siano, gettano un’ombra un po’ sinistra sull’istituzione. Il riferimento è qui alla voce che voleva Leone XII ex-amante di un capitano delle guardie svizzere.

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6 Ago 10

Se la morte di Napoleone scatenò l’arte immensa del Manzoni che dette vita alla celeberrima Il 5 Maggio, anche il Pasquino, a seguito di uno degli accadimenti più importanti del secolo, produsse la sua poesia, dimostrando una vena artistica non indifferente. Questa pasquinata ricorda come di fronte alla morte tutti siamo uguali, “ciociari, papi e pifferai”.

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4 Ago 10

L’assassinio (datato 1793) del messo di Napoleone Ugo di Bassville (nell’illustrazione a lato), che veniva a trattare con papa Pio VI, alla vigilia di quella che sarebbe stata l’invasione dello Stato Pontificio da parte delle truppe giacobine, risvegliò l’odio romano verso i Galli invasori e diede notevole “spinta creativa” al Pasquino. Dopo i versi rabbiosi presentati qualche giorno fa, ecco altre due pasquinate degli stessi giorni: la prima quasi “dotta”, che dai riferimenti biblici passa all’attacco dei Francesi; la seconda decisamente minacciosa e violenta, in uno stile “da Rugantino”, caro a certa parte del popolo romano un tempo così come oggi.

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2 Ago 10

Se Pio VI morì in esilio dopo la nascita della Repubblica Romana, Pio VII fu il papa che dovette fronteggiare l’ascesa militare di Napoleone. Ciò che il popolo davvero non gli perdonò fu l’aver acconsentito a recarsi a Parigi nel 1804 per partecipare alla cerimonia d’incoronazione di Napoleone. Questa breve ma importante e splendida pasquinata ce lo racconta, con uno stile da sberleffo che raffigura davvero tutta la storia del Pasquino e del popolo romano.

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31 Lug 10

Del “vizietto” del nepotismo di papa Pio VI, al secolo Giovanni Angelo Braschi, accennavamo nell’ultima pasquinata. Il popolo romano di allora non si faceva sfuggire l’occasione di far notare la cosa e questa pasquinata ce lo dimostra, con tutta la sua “poetica arguzia”.

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