4 Ago 10

L’assassinio (datato 1793) del messo di Napoleone Ugo di Bassville (nell’illustrazione a lato), che veniva a trattare con papa Pio VI, alla vigilia di quella che sarebbe stata l’invasione dello Stato Pontificio da parte delle truppe giacobine, risvegliò l’odio romano verso i Galli invasori e diede notevole “spinta creativa” al Pasquino. Dopo i versi rabbiosi presentati qualche giorno fa, ecco altre due pasquinate degli stessi giorni: la prima quasi “dotta”, che dai riferimenti biblici passa all’attacco dei Francesi; la seconda decisamente minacciosa e violenta, in uno stile “da Rugantino”, caro a certa parte del popolo romano un tempo così come oggi.

San Pietro mio, dì, ti ricordi niente
quando per la paura delle botte
fuggisti dal pretorio chetamente
benchè fosse avanzata assai la notte?

E sentisti quel gallo impertinente
che colle voci sue benchè interrotte
pianger ti fece tanto amaramente
che t’intanasti infin dentro le grotte?

Adesso è tempo che ti faccia avanti
e in preda al tuo furor tutti abbandoni
i Galli scellerati, empi e furfanti.

Fanne vendetta di questi bricconi,
tiragli bene il collo a tutti quanti
o falli almeno diventar capponi.



Ecco invece la seconda, violenta pasquinata:

Me so’ fatto un cortello genovese
che ce sbucio le porte de le case:
figùrete la panza d’un francese!


Categoria: Pio VI

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1 commento

  • Brutus in fabula

    il grande Giulio Cesare
    seppur d’alloro cinto
    è morto anche per mano d’un congiunto
    adesso in riva al Tevere
    c’è un omettino stanco
    persino il suo delfin lo vuol defunto

    giorgiomagri.



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