
E’ ancora Pasquinotto a parlare di auguri per il 2012: stavolta l’auspicio è che il futuro non ci riservi un nuovo erede di Licio Gelli, ora che il sultanato berlusconiano sembra tramontato.
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E’ ancora Pasquinotto a parlare di auguri per il 2012: stavolta l’auspicio è che il futuro non ci riservi un nuovo erede di Licio Gelli, ora che il sultanato berlusconiano sembra tramontato.
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Il discorso del Capo dello Stato è stato accolto con toni molto positivi da tutte le forze politiche, tranne la Lega, ovviamente. Pasquinotto risponde loro con il romanesco del Pasquino.
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Pasquinotto manda a tutti gli auguri di buone feste in romanesco, con invito a non farcele rovinare da “troppi somari” insieme a “quarche dilinguente”.
Auguri ai quali ci uniamo anche noi di Pasquinate.it.
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Sullo stesso tema e tono della pasquinata di ieri, anche Uno Che Nun Ce Sta dice la sua: un Monti che salva “i padroni”, tocca le pensioni e zittisce chi osa farglielo notare.
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Il ritorno dell’ICI, per tutti ma ovviamente non per la Chiesa, è di nuovo il tema della pasquinata del giorni, stavolta affidata al romanesco di Pasquinotto, che si cimenta con uno stornello molto classico.
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Sono “bocconiani amari” per tutti – ci dice Pasquinotto alla fine dei suoi versi – ora che a governare sono questi banchieri che impartiscono solo ordini di pagamento, senza pensare minimamente a stimolare l’economia o il mercato del lavoro.
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Enrico Letta strizza l’occhio a Marchionne, “arifà ner Partito gran casino” e Pasquinotto torna a raccontarcelo col suo romanesco.
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