15 Mag 15

taglio-dei-vitalizi-monti

Mario Rendina commenta la storia dei vitalizi aboliti per i parlamentari condannati in via definitiva. Le identiche delibere approvate dagli uffici di Presidenza di Camera e Senato prevedono però alcune “eccezioni” che possono permettere a deputati e senatori che hanno avuto guai con la giustizia di continuare a percepire la pensione a vita. Un cavillo che permetterà probabilmente di salvare dalla “decurtazione” la stragrande maggioranza dei politici condannati.

ER VITALIZZIO NUN MÔRE MAI

Lo sai perché se chiama vitalizzio
la somma che se becca er deputato
pure ner caso che j’ha preso er vizzio
d’esse ‘n tanti antri modi foraggiato?

Perch’è ‘n sistema certo e redditizzio,
che se “penzione” fosse nominato,
dovrebbe poi cadé dentr’ar giudizzio
ch’è a tutti i penzionati riservato.

Qui ‘nvece co’ du’ ggiorni de servizzio,
senza ‘n aggancio a quello ch’hai versato,
te godi diecimila da l’inizzio,
a la facciaccia de chi t’ha votato.

Adesso, pe’ chi è stato condannato
c’è ‘na legge che, sur frontespizzio,
te dice ch’er regalo è eliminato.
Leggenno però dentro a l’interstizzio,

aggiugne che pôi esse perdonato.
Così, contrìto come fa er novizzio,
vai alla cassa de Camera o Senato
e dici: “Guarda, io nun so’ più quer Tizzio

che anni de galera ha meritato”.
E come ‘n pacchettino natalizzio,
er menzile te torna accreditato.


Categoria: Romanesche in versi

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