30 Apr 14

canonizzazione-papi

Mario Rendina ci parla in qualche modo della doppia santificazione dei papi, da un punto di vista “legislativo”, ovvero tirando in ballo le regole per la canonizzazione: com’è noto, l’attuale normativa canonica prevede che un beato possa essere iscritto nell’albo dei santi soltanto dopo l’approvazione di un (ulteriore) miracolo, avvenuto per sua intercessione, dopo la beatificazione. Nel 2000 furono dispensati dal secondo miracolo i martiri cinesi Agostino Zhao Rong e i suoi centodiciannove compagni. Motivazioni analoghe hanno spinto ora Papa Bergoglio a compiere questo stesso passo nei confronti di Giovanni XXIII, proclamato santo insieme a Giovanni Paolo II.

L’ALBO DEI PRATICANTI

Du’ miracoli ce vonno pe’ fà ‘n santo
uno nun basta e venti so’ de troppo
‘Na bbona legge che vale altrettanto
quanno a ‘n concorzo vòi passà l’intoppo

Prima passi lo scritto e poi l’orale
ché si er vóto che prenni è propio scialbo,
all’una o all’antra prova generale,
la Commissione nun te iscrive all’Albo.

Così succede che, dopo tant’anni
che li fedeli aspettano esitanti
la prova orale de Papa Giovanni,
er Papa novo spiazza tutti quanti

e lo promove lo stesso pe’eccezzione,
come se fece coi martiri cinesi,
e stabilisce che la Commissione
deve fà ‘n po’ la media de li pesi.

Ché infatti dentr’a l’Albo de li santi
quarche posto va pure ai praticanti.


Categoria: Romanesche in versi

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