2 Ago 12

Si firma Anonymus questo nuovo pasquinante che ci manda, con questi lunghi versi, un’analisi attenta e amara della gestione Alemanno, con una conclusione che si muove tra consigli d’azione e inviti ad andarsene. Non perdetevi questa pasquinata, veramente ben scritta.

LA CORNICE

Testa di coccio, zampe da predone,
si sforza d’apparir per ogni dove
ma la figura fa da chiacchierone,
non proponendo mai ricette nuove.

Né basta, con la nota prepotenza
d’un passato da nero picchiatore,
ci vuole pure far restare senza
beni comuni: “Regno col terrore!”

Parenti, camerati, bottegari,
tavolino selvaggio, Tredicine,
cittadini trattati da somari,
artisti da mandar oltre confine,
la libertà d’esprimersi ridotta,
Roma conciata male… Lui, di sguincio
temendo già di perder la pagnotta,
s’incornicia lassù, proprio sul Pincio.

Inutile salir sul belvedere
per atteggiarsi a dominatore:
ciascuno t’ha potuto pur vedere
travestito da mini-spalatore
quando scordasti d’ordinar il sale
e la città si ritrovò bloccata
per quella tua trovata niente male
di dirti pronto per la nevicata.

Pronto non eri, come non sei pronto
a governare Roma, col rifiuto
del vero, democratico confronto
che ti fa rimanere strabattuto
quando pretendi d’essere soccorso
nella prosopopea dittatoriale
invano proponendo quel ricorso
naturalmente, già finito male.

Il bilancio, si sana pure senza
la svendita dei beni più preziosi:
perché non tagli qualche consulenza,
o meglio, perché presto non riposi?


Categoria: Italiane in versi

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