25 Giu 12

Questa lunga pasquinata, dedicata agli artisti di strada, quasi messi al bando dalla giunta Alemanno, è firmata “La strada-libertà”. I lunghi versi sottolineano come il Campidoglio voglia “affamare l’artista, / arricchir il barista”, perchè certe dimostrazioni di arte e gioia “son fuori / da quelle prospettive / dal sindaco-pensiero / senza colori, nero”.

L’ARTE E’ VITA

Agire sulla strada
con l’arte nella voce,
nel gesto, perché vada
un messaggio veloce
per render più sicura
la Città, senza paura.

Una spettral visione
di marca Campidoglio,
ha come soluzione
un solo motto: “Voglio
affamare l’artista,
arricchir il barista!”

Così, se cittadini
non sudditi, turisti
son sempre più vicini
a tutti gli artisti,
dall’alto d’uno scranno
v’è chi vuole far danno.

Musica, canti, cori,
mimica, statue vive,
le recite, son fuori
da quelle prospettive
dal sindaco-pensiero
senza colori, nero.

Artisti della strada
quali poveri Cristi?
No! Sulla croce vada
chi vuole render tristi
le piazze, senza canti,
piene di ristoranti.

Chi vuole sequestrare
strumenti, ma non solo,
chi vuole pur fermare
la fantasia, quel volo
che getta nel terrore
un mini-dittatore.

Loro progetto? Quello
di limitarci pure
nell’uso del cervello,
cercando coperture
nelle stanze nascoste,
ove non dan risposte.

Vogliam che vinca questa
visione medievale?
No, non si può! La festa
della strada che vale
ci rende più sicuri
d’abbatter certi muri.


Categoria: Italiane in versi

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