5 Gen 12

E’ Vox Populi a riportarci alla vicenda dell’occupazione del Teatro Valle di Roma, partendo dalla notizia della “Campagna di finanziamento” per la realizzazione della Fondazione Teatro Valle Bene Comune: un’ente che già dà fastidio – dice il pasquinante – a quei politici che non vi intravedono poltrone da spartire e occupare.

OCCUPARE E’ LIBERTA’

Nel Valle, la cultura
è libera, più vera,
trova l’investitura
d’una nuova maniera
d’agir senza padrini…
Non siamo burattini!

Dopo l’era funesta
dello gnomo-Caimano,
vorremmo fare festa,
danzare, far un piano
per risanar l’ambiente,
noi tutti, con la gente.

E logge, caste, cricche,
non possono pensare
di rendere più ricche
le borse del mal fare
col nostro sacrificio:
l’ennesimo inciucio.

E la TV di Stato
l’han già semidistrutta
sversando percolato
nella stagione brutta
in cui pur il pensare
cercavan di vietare.

Se con la congiuntura
vogliono fare tagli,
la vita si fa dura
se facessero sbagli
tali da far cessare
la voglia di sognare.

Non è che con l’inciucio
di qualche mestierante
voglian il sacrificio
delle speranze, tante,
e dell’innovazione
di quest’occupazione?

L’assalto programmato
ad un bene comune
ritorna, rinforzato
con la funesta fune
di qualche Gattopardo
in eterno ritardo?

La giusta costruzione
già quasi terminata
d’una gran Fondazione,
vien forse contestata
per la preoccupazione
di non aver poltrone?

L’indignazione cresce:
attenti, dalemoni,
stavolta non riesce
il gioco dei furboni
che voglion comandare
in vista dell’affare!


Categoria: Italiane in versi

Trackback Uri



Lascia un commento