17 Mag 10

Le pasquinate che presenteremo questa settimana, probabilmente vergate dallo stesso autore anonimo, sono lunghe raccolte di versi romaneschi che analizzano la situazione politica attuale, con un occhio agli attori dell’arena politica. Quella odierna paragona la dittatura mussoliniana e l’attuale governo berlusconiano, trovando anche importanti differenze.

LI FASCISMI VECCHI E QUELLI NOVI

L’Itaja un duce l’ha sempre voluto:
è pronta a sta’ lì prona e a capo chino
e lieta e cheta l’ha sempre pasciuto
uno che li comanni cor frustino.

Ma tra i fascisti vecchi e quelli novi
c’è ‘na fondamentale differenza:
i primi, del giardin d’europa i rovi
e questi a fa’ de li pescetti ‘a lenza.

Ma se benito amava ferro e acciaio,
era nano preferisce ‘a gommapiuma,
ché mejo de scannasse cor mortajo,
è avecce da la tua chi te consuma
la facoltà d’avé l’indignazione,
e pure er senso critico e la mente,
e se poi te ribelli, ‘sta fazzione
te ingloba e sputa fori tra la gente.

E quindi nun è facile incazzasse:
poi fa’ er ribelle, sì, ma a tempo perso,
e diventà folklore, a spalle basse,
invano sempre contro er fato avverso.


Categoria: Romanesche in versi

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